TESTO Questo è il giorno di Cristo Signore, alleluia, alleluia (293)
don Remigio Menegatti Parrocchia di Illasi
Domenica di Pasqua - Risurrezione del Signore (Anno C) (08/04/2007)
Vangelo: Gv 20,1-9

1Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. 2Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». 3Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. 4Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. 5Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. 6Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, 7e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. 8Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. 9Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
Per comprendere la Parola di Dio alcune sottolineature
La prima lettura (At 10,34a – 37-43) riprende un parte del discorso di Pietro in casa di Cornelio. È la sintesi della vicenda storica di Gesù: dal battesimo nel Giordano - e la consacrazione come Messia - ai gesti di la salvezza per quanti lo hanno incontrato, fino alla morte - "appendendolo ad una croce" - e alla risurrezione. Di questi fatti ci sono pochi testimoni con il compito di annunciarlo a tutti. Cornelio, un non ebreo, è la conferma che il vangelo – la bella notizia dell'amore di Dio – supera i confini d'Israele perché "chiunque crede in lui ottiene la remissione dei peccati". Testimoni sono quanti hanno "mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti".
Il vangelo (Gv 1-9) racconta la scoperta del sepolcro vuoto: Maria di Magdala di buon mattino si reca al sepolcro e trova la pesante pietra ribaltata. Corre da Pietro e dall'altro discepolo "quello che Gesù amava" e annuncia il fatto. Dalla scoperta del sepolcro vuoto quest'altro discepolo "vide e credette" nella risurrezione di Gesù, come affermano le Scritture, ovvero la Bibbia.
Salmo 117
Celebrate il Signore, perché è buono;
perché eterna è la sua misericordia.
Dica Israele che egli è buono:
eterna è la sua misericordia.
La destra del Signore si è alzata,
la destra del Signore ha fatto meraviglie.
Non morirò, resterò in vita
e annunzierò le opere del Signore.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta testata d'angolo;
ecco l'opera del Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Il salmo canta la gioia di Israele – e del nuovo Israele: la Chiesa e l'umanità risorta con Cristo – per i grandi prodigi di Dio. La misericordia di Dio appare soprattutto attraverso questi grandi avvenimenti di cui è costellata tutta la storia della salvezza. Per i cristiani il vertice di queste opere di Dio è la risurrezione del Figlio suo, anticipo e promessa della risurrezione di tutti i suoi figli, fratelli e sorelle di Gesù.
Viene qui richiama l'immagine della mano del Signore alzata per compiere grandi meraviglie. Possiamo richiamare alla mente la creazione, in cui Dio dà inizio alla vita, la mano che separa le acque del Mar Rosso per liberare il popolo dalla schiavitù, e poi lo guida verso la terra promessa. Anche Gesù usa spesso la mano per comunicare la salvezza: con le sue mani guarisce, risuscita, perdona, manifesta la delicatezza e la tenerezza di Dio.
Nella risurrezione appare chiaro che Gesù, pietra scarta dagli uomini – che lo eliminano con la morte in croce – è scelta da Dio come nuova pietra d'angolo, fondamento eterno della nuova e definitiva alleanza d'amore con tutta l'umanità redenta nella Pasqua di Cristo.
Un commento per ragazzi
Ci sono testimoni del tutto casuali: quelli che si trovano sul luogo di un evento – spesso triste – e loro malgrado assistono a qualcosa che poi sono chiamati a riferire ad altri: un fatto di cronaca, come un incendio, un incidente stradale, un evento atmosferico con conseguenze disastrose. Ci sono testimoni che invece si preparano all'evento, lo attendono e desiderano, per confermarlo con la loro presenza: quando ci si apposta per osservare – e filmare – il comportamento di animali, atteso ma non del tutto sicuro.
C'è gente che svolge un incarico espressamente richiesto e preparato: testimoniare un fatto di cui si ha la certezza e la sicurezza del quando e dove: il matrimonio, o un contratto sottoscritto davanti al notaio.
Gli apostoli e le donne che erano andati al sepolcro la mattina del primo giorno della settimana a quale tipo di testimoni assomigliano? Non casuali – ovvero estranei che passano per caso – perché erano amici di quello che era stato sepolto, Gesù di Nazaret; erano venuti alla tomba ma con ben altre attese. Non si erano appostati nella speranza di vedere come il naturalista che attende di filmare un fenomeno ormai sicuro perché già osservato e studiato. Non sono neppure presenti – con il vestito della festa – per un fatto annunciato e certo, come la firma su un atto notarile o la celebrazione del matrimonio.
Sono amici di quel Gesù, sono soprattutto suoi discepoli; hanno accolto il suo invito, e gli ultimi anni sono stati segnati profondamente dalle sue parole e dai suoi gesti. Erano – soprattutto Pietro e l'altro discepolo – testimoni di altri fatti inattesi: la trasfigurazione e la risurrezione della figlia di Giairo, l'intensa preghiera nell'Orto degli Olivi, avvenuta qualche giorno prima.
Sanno che Gesù sa compiere cose grandi perché lo hanno visto guarire lebbrosi, ridare la vista a ciechi e far camminare storpi. Per loro è "il Maestro" perché ha detto parole di perdono che hanno coinvolto i destinatari, come era accaduto all'altra testimone: Maria di Magdala. È anche e soprattutto "il Cristo, il Figlio del Dio vivente", come lo aveva riconosciuto Simone che proprio per questa sua fede è chiamato Pietro. Hanno ascoltato parole difficili e sofferte, ma anche cariche di speranza, quando lui ha annunciato la sua passione e morte, e la risurrezione che sarebbe seguita. Le prime parole erano rimaste fissate nella loro mente; le altre – quelle della risurrezione – sembravano volate via dal loro cuore. Testimoni di qualcosa di assolutamente nuovo, anche se già annunciato; di sorprendente e misterioso, eppure atteso e desiderato. Testimoni che, una volta compreso il senso dell'evento, non hanno smesso di parlarne a tutti, ebrei e non ebrei, perché hanno compreso che questo evento – scoperto di primo mattino – era la luce che illuminava, da adesso in poi, la vita di tutti, come quella che ha segnato l'alba della storia dell'umanità, grazie alla parola creatrice di Dio (cfr Gen 1, 3-4). Questa luce della fede è una realtà ancora più "buona" di quella uscita dalla parola creatrice del Padre.
Una luce nuova, con un nome umano: Gesù di Nazaret. Una luce che noi abbiamo fatto brillare questa notte accendendo un fuoco davanti alla chiesa. Non come il fuoco attorno a cui si scaldava Pietro la sera dell'arresto di Gesù, una fiamma testimone del rinnegamento, frutto della sua paura. Ora è il fuoco della gioia, della festa, dell'annuncio traboccante di vita; Gesù è risorto, è vivo, e accende in noi una speranza che diventa certezza: in lui e con lui siamo chiamati alla risurrezione. Testimoni di qualcosa accaduto a Gesù, per attendere lo stesso evento di grazia per noi e per tutti. Come Pietro e gli altri discepoli, uomini e donne, consapevoli che questa notizia non è facilmente comprensibile, ma cambia la storia dell'umanità, come e più di una grande scoperta scientifica destinata a risolvere le attese di ogni uomo, consapevole o apparentemente estraneo all'evento della salvezza.
Un suggerimento per la preghiera
Ti ringraziamo "O Padre, che in questo giorno, per mezzo del tuo unico Figlio, hai vinto la morte e ci hai aperto il passaggio alla vita eterna". Ti chiediamo anche: "concedi a noi, che celebriamo la Pasqua di risurrezione, di essere rinnovati nel tuo Spirito, per rinascere nella luce del Signore risorto" e portare un riflesso di questa luce a tutti coloro che incontreremo.