TESTO Commento su Fil 1,21
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Sabato della XXX settimana del Tempo Ordinario (Anno II) (04/11/2000)
Brano biblico: Fil 1,21
Dalla Parola del giorno
Per me vivere è Cristo e morire un guadagno.
Come vivere questa Parola?
Non ha detto Gesù: "Sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza"? Non è Lui che, avendo affermato di essere la Via e la Verità, ha anche aggiunto che è Lui la Vita?
San Paolo ha fatto solo una cosa: ha preso sul serio quanto Gesù ha affermato di sé: per questo ha potuto dire e vivere la Parola di oggi.
Prima della sua conversione Paolo era stato l'uomo irreprensibile nei riguardi della Legge mosaica. Viveva il fuoco dello zelo nella difesa di questa Legge: Ma quando si lasciò afferrare da Cristo, gli si aprirono gli occhi del cuore, così che per lui pregare, lavorare, fare dell'apostolato, tessere relazioni di paternità spirituale e di amicizia: tutto, proprio tutto trovava in Cristo Gesù il suo centro vitale e propulsore che lo univa al Padre nello Spirito Santo facendogli compiere le opere della Legge, ma per amore. Così è stato per tutti i santi: dai più lontani nel tempo, come S. Carlo Borromeo, Giorgio La Pira, Teresa di Lisieux, Magdaleine Debrêl, Magdaleine di Gesù e tanti, tantissimi altri.
Oggi, in un momento contemplativo, chiederò con forza a Gesù: strappami dal mio falso centro che è il mio "ego" e radicami in Te, sii tu davvero la Vita della mia vita.
La voce di un antico Padre
In Cristo noi abbiamo tutto.
Se vuoi guarire la tua ferita, egli è medico.
Se ardi di febbre, egli è fonte.
Se hai bisogno di aiuto, egli è forza.
Se paventi la morte, egli è vita.
Se rifuggi dalle tenebre, egli è luce.
S. Ambrogio di Milano