TESTO Commento su Luca 12,1-7
mons. Vincenzo Paglia Diocesi di Terni
Venerdì della XXVIII settimana del Tempo Ordinario (Anno II) (20/10/2006)
Vangelo: Lc 12,1-7
Molta gente si raccoglieva attorno a Gesù; erano migliaia, scrive Luca, tanto da "calpestarsi a vicenda". Coloro che accorrevano avevano un grande bisogno di conforto e di speranza, e in Gesù trovavano una risposta. Non così i farisei i quali, soddisfatti di se stessi, non riconoscevano a Gesù alcuna autorevolezza sulla loro vita. Erano convinti di non aver bisogno di lui. Ebbene, Gesù mette in guardia i discepoli e la folla da questo spirito farisaico di autosufficienza. Il Vangelo è per tutti, va quindi predicato "sui tetti", anche se questo può costare rifiuto e opposizione. Gesù lo sperimentava già su di sé; e avvertiva i discepoli che sarebbe accaduta la stessa cosa anche a loro. Ma non bisogna perdersi di coraggio e tanto meno temere coloro che possono uccidere il corpo, ma non il cuore. Quelli che uccidono il cuore, invece, sono da fuggire perché, strappando l'anima dal Vangelo, tolgono senso alla vita. Il Signore, che è padre della vita, difenderà i suoi figli e non permetterà che nessuno perisca. Questa fiducia è l'eredità che ci lasciano i tanti martiri (pensiamo a quelli del Novecento) affinché anche noi viviamo un amore che non conosce limiti.