TESTO Il recipiente della Verità
Sabato della IX settimana del Tempo Ordinario (Anno II) (10/06/2006)
Vangelo: Mc 12, 38-44
Chi è il mancante è il più ricco possidente, secondo il Vangelo.
La vedova che dona quello che ha di sè e non di suo illumina il vero senso di proprietà secondo il Vangelo: avere non qualcosa di mio, ma che riguarda me: questa è la vera e positiva proprietà che mi permette di fare comunione, di donare, di essere segno di ricchezza e di esprimermi, attraverso quello che mi riguarda, con "chi" mi riguarda.
La vedova è ricchissima di un tesoro inestimabile che imprime un'impronta indelebile: non una realtà chiusa, ma aperta e donativa.
La potenza inserita dall'anima dell'amore nel segno dell'obolo piccolo, ma denso di concentrato energetico seminato col gesto dell'offerta rende altamente significativo il tesoro della verità additato dal Vangelo e illuminante la vedova dichiarata davanti a tutti "sposa" in quel momento.
La mancanza data alla vedova come occasione nella povertà del denaro diventa allora la grazia che illumina anche il nostro cammino e lo rende gioioso nelle piccole cose rese segni e significanti per noi e per tutti.
L'appropriamento morale descritto dal Vangelo nei grandi e nelle ricchezze umane che stanno davanti alla vedova è anche il nostro grande pericolo: dichiarare mie e chiudere in me quelle realtà che ogni giorno mi sono donate, rivisitandole col mio egoismo, e racchiudendo nei gesti della carità esteriore la mia coscienza ormai cristallizzata.
Credere in quello che ci è dato ogni giorno come dono è l'invito della vedova a vedere che in ogni carenza ci è data la possibilità di ampliare il recipiente del dono, continuando nel gesto non più interessato, ma interessante, la logica dell'amore che la vita riserva a coloro che la vivono appieno, nel farsi sempre più vuoti di sè e sempre meglio accoglienti della piena Verità.