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TESTO Commento su Lc 15,1-3.11-32

Casa di Preghiera San Biagio FMA   Home Page

Sabato della II settimana di Quaresima (22/03/2025)

Vangelo: Lc 15,1-3.11-32 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Come vivere questa Parola?
«Un uomo aveva due figli». In questa espressione “di circostanza” è condensato il messaggio della terza parabola della misericordia che descrive in modo profondo il cuore di un padre che mai si stanca dei propri figli, anche quando questi compiono scelte di rifiuto e addirittura di morte nei confronti di chi dà loro ogni cosa, specialmente se stesso. Due figli che in modo singolare “abbandonano” il Padre e non riescono più a riconoscersi come fratelli: uno perché si considera morto e l'altro perché lo ritiene «tuo figlio» ma non sangue del proprio sangue. Ed è solo l'amore di un padre che vede «quando ancora era lontano» e che esce «a supplicarlo» a riconquistare questo rapporto e a indurre la gioia «perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato» e perché «tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo».

O Padre, che in Cristo riveli la tua misericordia senza limiti, donaci di accogliere e di ridonare la grazia del perdono, perché con la Chiesa possiamo rallegrarci ed esultare insieme agli angeli e ai santi per ogni peccatore che si converte.

La voce del Papa
“Povero padre! Un figlio se n'era andato, e l'altro non gli è mai stato davvero vicino! La sofferenza del padre è come la sofferenza di Dio, la sofferenza di Gesù quando noi ci allontaniamo o perché andiamo lontano o perché siamo vicini ma senza essere vicini.
Questa parola di Gesù ci incoraggia a non disperare mai. Penso alle mamme e ai papà in apprensione quando vedono i figli allontanarsi imboccando strade pericolose. Penso ai parroci e catechisti che a volte si domandano se il loro lavoro è stato vano. Ma penso anche a chi si trova in carcere, e gli sembra che la sua vita sia finita; a quanti hanno compiuto scelte sbagliate e non riescono a guardare al futuro; a tutti coloro che hanno fame di misericordia e di perdono e credono di non meritarlo... In qualunque situazione della vita, non devo dimenticare che non smetterò mai di essere figlio di Dio, essere figlio di un Padre che mi ama e attende il mio ritorno. Anche nella situazione più brutta della vita, Dio mi attende, Dio vuole abbracciarmi, Dio mi aspetta”.
Francesco, Udienza generale, 11 maggio 2016

Don Stefano Vanoli SDB - svanoli@salesiani.it

 

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