TESTO Commento su Lc 13,25-27
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Mercoledì della XXX settimana del Tempo Ordinario (Anno II) (30/10/2024)
Vangelo: Lc 13,22-30

22Passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. 23Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: 24«Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. 25Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. 26Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. 27Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. 28Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. 29Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. 30Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».
Come vivere questa Parola?
Come è vitale per la nostra vita e salvezza non agire solo per formalità, così lo è non dirsi cristiani senza cercare di vivere le esigenze della Parola.
Il Vangelo di oggi è brutale in questo senso... se non proviamo a vivere Lui, Lui non ci può conoscere, semplicemente perché non glielo permettiamo. Non basta dire che lo frequentiamo (mangiare e bere con lui, incontrarlo nelle piazze... cioè ad esempio a messa, negli eventi pastorali e via dicendo) è vitale accogliere le mozioni dello Spirito che è in noi e cercare di vivere la Sua Parola.
Fa pensare alla prima lettera di Giacomo: “Se uno ascolta la Parola e non la mette in pratica, costui somiglia a un uomo che guarda il proprio volto allo specchio: appena si è guardato, se ne va, e subito dimentica come era” (Giac 1,23-24).
Non un ascolto evanescente e vuoto ma atti di amore, tentativi di atti di amore, questo salva, questo è conoscere Dio e farsi conoscere da Lui.
Signore, fa' della nostra anima la tua santa casa, dilata il nostro cuore, perché dentro noi viva sempre la Tua Parola, affinché possa guarire le nostre ferite, liberare la nostra libertà, far fiorire i semi che tu hai posto dentro di noi. Che la Tua Parola diventi carne anche in noi, te lo chiediamo per intercessione della Tua santa Madre.
La voce di uno scrittore
“Sta sicuro, l'invidierai più d'una volta la piccola suora che parte alla mattina, contenta, verso i suoi marmocchi pidocchiosi, i suoi mendicanti, i suoi ubriaconi, e lavora a braccia piene sino alla sera. Dell'ingiustizia, vedi, lei se ne infischia! Il suo gregge di storpi, lei lo lava, lo strofina, lo cura; e finalmente lo seppellisce. [...]
La parola di Dio! "Restituiscimi la mia Parola" dirà il Giudice nell'ultimo giorno. Quando si pensa a quello che certuni dovranno cavar fuori, in quel momento, dal loro piccolo bagaglio, non si ha voglia di ridere, oh no!”
Georges. Bernanos - Diario d'un curato di campagna
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