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TESTO Vivo con te ma non per te

padre Ezio Lorenzo Bono   Home Page

XX Domenica del Tempo Ordinario (Anno B) (18/08/2024)

Vangelo: Gv 6,51-58 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Gv 6,51-58

51Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

52Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». 53Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. 54Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. 55Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. 56Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. 57Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. 58Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

I.

Domenica scorsa nella nostra riflessione sul senso della vita, vi avevo presentato la proposta di Albert Camus del “Sisifo Felice”, il personaggio mitologico che nonostante fosse condannato da Zeus a spingere un masso su per una montagna solo per vederlo rotolare giù ogni volta che raggiunge la cima, trovava paradossalmente il senso della sua vita in questo assurdo destino. Se il perché vivere è trovare senso nel non senso, dicevamo che questa è una conclusione macabra e infelice. Oggi, voglio spostare la nostra riflessione su un'altra domanda correlata: non più "Perché vivere?", ma "Per chi vivere?".

Molti filosofi e autori hanno cercato di rispondere a questa domanda, spesso indicando l'amore per gli altri, il dovere, o la ricerca della felicità personale come possibili risposte. Jhonny Mariotto, nel suo libro "Vivo con te non vivo per te. Rieduca il tuo cuore e abbraccia così un amore vero", invita a rieducare il cuore per amare sé stessi in modo sano, mantenendo l'equilibrio e l'integrità personale nelle relazioni. Questo è un passo importante, ma penso che noi dobbiamo fare un passo ulteriore.

II.

Nel Vangelo di questa domenica Gesù ci offre una risposta chiara e definitiva a questa domanda riguardante il “Per chi vivere?”. La sua soluzione è "Colui che mangia me vivrà per me". Queste parole, pronunciate nel contesto del lungo discorso sul Pane della Vita che ci ha accompagnato in queste domeniche, ci guidano verso una verità fondamentale: la nostra vita trova il suo vero significato non negli altri, né in noi stessi, ma in Dio.

Gesù si presenta come il Pane vivo disceso dal cielo, un cibo che non solo nutre il corpo, ma che dà la vita eterna. Quando Gesù dice "Colui che mangia me vivrà per me", ci sta chiamando a riconoscere in Lui il centro della nostra esistenza, il motivo per cui vivere. Questo non significa che non dobbiamo amare gli altri e noi stessi, significa che non sono gli altri né noi stessi il motivo della nostra esistenza, ma è solamente Dio, che è la fonte di ogni cosa, il principio e il fine del nostro essere. Questa è una chiamata radicale, perché ci invita a spostare il nostro sguardo da ciò che è terreno e temporaneo a ciò che è eterno e divino. Vivere per Gesù significa orientare ogni nostro pensiero, ogni nostra azione, verso di Lui. Significa riconoscere che la vera pienezza della vita si trova nel dono totale di sé a Dio, che a sua volta ci invita poi al dono di noi stessi agli altri.

III.
In conclusione.

Jhonny Mariotto, nel suo libro ci invita a rieducare il cuore per amare sé stessi in modo sano, mantenendo l'equilibrio e l'integrità personale nelle relazioni. Questo è un passo importante, ma noi, come dicevo, siamo chiamati a qualcosa di ancora più profondo. Come cristiani, siamo invitati a rieducare il nostro cuore verso Dio, a trovare in Lui la fonte e il senso del nostro amore. Con questa “re-centralizzazione” in Dio, siamo poi capacitati a amare autenticamente gli altri e noi stessi, senza cadere nell'egoismo.

Amare, come disse Antoine de Saint-Exupéry, non è semplicemente guardarsi negli occhi l'un l'altro, ma guardare insieme nella stessa direzione. E quella direzione è Dio, Colui che è la fonte e il fondamento dell'amore stesso. È guardando a Lui che il nostro amore per gli altri e per noi stessi trova il suo vero significato e la sua vera forza.

Ecco che allora la più bella dichiarazione d'amore che possiamo fare alle persone che amiamo, ai nostri partner, ai figli, agli amici, etc. non è dire “Vivo per te”, ma è dire “Vivo con te ma non per te, ma per Colui che mi ha detto di amarti fino al punto di dare la mia vita per te”.

E allora l'amore, da un sentimento semplicemente umano e quindi finito, diventa un amore divino e quindi infinito.

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Ti invito a guardare il videomessaggio settimanale di 30 secondi (in italiano, portoghese o inglese) ispirato al Vangelo della Domenica che puoi trovare (generalmente a partire da ogni mercoledì) sul mio profilo Facebook e Instagram, sul mio canale Youtube e sul mio canale Whatsapp. Il testo del commento al Vangelo lo puoi trovare anche sulla mia WebPage.

 

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