PERFEZIONA LA RICERCA

FestiviFeriali

Parole Nuove - Commenti al Vangelo e alla LiturgiaCommenti al Vangelo
AUTORI E ISCRIZIONE - RICERCA

Torna alla pagina precedente

Icona .doc

TESTO Commento su Matteo 13,54-58

Missionari della Via   Missionari della Via - Veritas in Caritate

Venerdì della XVII settimana del Tempo Ordinario (Anno II) (02/08/2024)

Vangelo: Mt 13,54-58 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

I parenti e i compaesani di Gesù pensano di conoscerlo e sono scandalizzati da lui. Gesù, a causa della loro incredulità, non fece molti miracoli. Pensano di conoscerlo, ma in realtà non è così. Mi vengono in mente tante persone che si sono allontanate dalla fede, che anche a causa di una formazione non adeguata pensano di sapere chi è Gesù, ma non è così... perciò cercano altrove soluzioni e pace, senza trovarne. Tante volte applichiamo questo modo di pensare anche alle persone che ci stanno accanto: quante volte diciamo: “ah sì, lo conosco”, ma in realtà, sappiamo giusto il nome! Oppure quante volte pensiamo di sapere tutto di chi ci sta accanto, che sia il marito o la moglie, il figlio o il collega, ignorando che nessuno può conoscere fino in fondo il cuore di una persona, se non Dio. Basti pensare a quando un giovane risponde a una chiamata di totale consacrazione o una persona dapprima smarrita inizia un cammino di conversione. Spesso e volentieri i primi ostacoli arrivano da amici e parenti, da coloro che “pensano di conoscerlo già” che, tra le altre cose, esclamano: “ma io ti conosco, non è possibile... qualcuno ti ha plagiato... hai avuto una delusione... ma ti danno soldi?”. Tutto ciò può toccare il nostro quotidiano: quante volte, pensando di conoscere gli altri, li riduciamo alla somma dei loro limiti, tarpando loro le ali, arrivando ad esclamare, persino davanti ai loro successi: “ti è andata solo bene... ma tu che devi fare...” Il Vangelo di oggi ci chiama ad aprirci al mistero che è “l'altro”. Anzitutto l' Altro, con la A maiuscola, ovvero Dio, a metterci davanti a lui nella posizione dei discepoli che desiderano conoscerlo, seguirlo. Dio non è un teorema che ti metti in tasca, è un mistero d'amore infinito che Gesù ci rivela e nel quale siamo chiamati ad immergerci. Dio non è qualcosa da sapere ma qualcuno da conoscere, ed è la frequentazione (preghiera, sacramenti) e l'amore che ci aiuta a familiarizzare con lui un po' per volta. Al contempo, questo brano del Vangelo ci invita a metterci di fronte agli altri con umiltà, sapendo che in ognuno c'è un mistero che ci supera. Non riduciamo le persone alla somma dei loro errori e non illudiamoci superficialmente di “conoscere già”, appioppando facili giudizi. Solo Dio conosce fino in fondo il nostro cuore e in ognuno c'è un potenziale santo!

«Se di qualcuno sai vita, morte e miracoli, certamente non c'è molto da aspettarsi in più. Eppure la logica dell'incarnazione è esattamente il contrario di questo buon senso. Infatti Dio è Colui che compie novità lì dove tu pensi non ci sia nessuna novità. Egli ama nascondersi nelle cose normali, nelle cose di ogni giorno, in quelle che pensi di conoscere a memoria e per questo non guardi più. La logica dell'incarnazione è l'elogio della normalità come il luogo principale dove Dio si manifesta e dove bisogna farsi santi. Il cristianesimo non è quasi mai la storia dei super eroi ma la storia di gente normale che vive straordinariamente il suo pezzetto di vita» (don Luigi M. Epicoco).

 

Ricerca avanzata  (56983 commenti presenti)
Omelie Rituali per: Battesimi - Matrimoni - Esequie
brano evangelico
(es.: Mt 25,31 - 46):
festa liturgica:
autore:
ordina per:
parole: