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TESTO Commento su Giovanni 13,1-15

padre Paul Devreux

Giovedì Santo (Messa in Cena Domini) (09/04/2020)

Vangelo: Gv 13,1-15 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

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1Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. 2Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, 3Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, 4si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. 5Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto. 6Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». 7Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». 8Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». 9Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». 10Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». 11Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».

12Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? 13Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. 14Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. 15Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi.

Oggi contempliamo l'ultima cena di Gesù con i suoi discepoli.

Marco Matteo e Luca ci raccontano che nell'ultima cena,Gesù istituì l'Eucarestia. Prese del pane e del vino e disse: "Questo è il mio corpo,...questo è il mio sangue, fate questo in memoria di me".
Giovanni, che è l'evangelista che scrisse per ultimo ed è il più teologo, la sostituisce con la lavanda dei piedi e conclude dicendo: "Vi ho dato l'esempio, perché come ho fatto io facciate anche voi". Quindi quando io servo posso farlo in memoria di Lui o, se preferite, quando desidero fare memoria di Lui basta che mi metta al servizio di chiunque abbia bisogno, o che viva il mio lavoro come servizio, come occasione per amare ed essere in comunione con Gesù.

Gesù prende il pane, frutto della terra e del lavoro dell'uomo, cioè dono di Dio e dell'amore dell'uomo, per dirci: Io, in tutta la mia vita, mi sono fatto pane per nutrire tutti, per aiutare tutti. Come i genitori nutrono i figli, così io rivelo un Dio che desidera aiutare tutti.
Prende il vino dicendo: questo è il mio sangue, la mia vita che vi regalo, la metto nelle vostre mani, al vostro servizio.
Gesù ci dona la sua vita facendosi pane e viene in mezzo a noi oggi, nell'Eucarestia, dicendoci: "Eccomi. Io mi sono fatto pane. Se desideri nutrirti di me, fare memoria di quello che sono, manifestalo alzandoti in mezzo all'assemblea, e vieni in mezzo per ricevere l'eucarestia, che è come dire pubblicamente, anche io voglio provare ad amare e servire questa umanità, per essere realmente in comunione con Lui e vivere da Figlio di Dio.

Così si costruisce il Regno di Dio dove viviamo oggi.

Signore, facci crescere nel desiderio di essere in comunione con Te.

 

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