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don Luciano Cantini   Home Page

Pentecoste (Anno C) - Messa del Giorno (15/05/2016)

Vangelo: Gv 14,15-16.23-26 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Gv 14,15-16.23-26

15Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; 16e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre,

23Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. 24Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.

25Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. 26Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.

Il giorno della Pentecoste
Pentecoste, giorno di festa, festa di un vento che si abbatte impetuoso, festa delle lingue come di fuoco, festa del parlare nella propria lingua, festa dello stupore e della meraviglia che fa essere fuori di sé per le grandi opere di Dio. Festa della «Libertà», dell'«Amore», della «Comunione», festa di ogni giorno

Venne all'improvviso dal cielo un fragore
Ci sarebbe da domandarci cosa davvero sia successo quel giorno di Pentecoste: un suono (èchos qui esageratamente tradotto con fragore, quasi un baccano) arriva improvvisamente da riempirne la casa, paragonato a un vento che si abbatte impetuoso.
L'immagine del suono s'intreccia con quella del vento. Dio irrompe nella comunità dei discepoli con l'impeto di un suono che riempie la casa e interpella quegli uomini per diventare in loro parola. Quel suono ha la caratteristica di un vento impetuoso come quello che è capace di infilarsi nelle fenditure, penetrare gli stipiti, aprire le finestre e sbattere le porte, che libera dal chiuso, da visioni limitate e ristrette. Quella comunità di apostoli e discepoli è chiamata all'avventura di una relazione con Dio fondata sulla libertà di Figli che riconoscono in Gesù Cristo, morto e risorto, l'unico Signore della loro vita.
E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!». Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio (Rm 8,15-16).
Il Signore è lo Spirito e, dove c'è lo Spirito del Signore, c'è libertà (2Cor 3,17).

Lingue come di fuoco
Quel suono che aveva riempito tutta la casa si fa lingua che si divide per sedersi (kathìzo nel senso di rimanere) su ciascuno, così che tutti cominciarono a parlare in altre lingue. Come l'immagine del suono s'intreccia con quella del vento, così le lingue s'intersecano con l'immagine del fuoco.
Richiamati i simboli classici del vento e del fuoco (Es 19,16; Dt 4,36; 1Re 19,11-12) si dice che è in atto l'azione libera, potente, singolare, di Dio che non solo riempie la casa ma anche coloro che la abitano. La voce di Dio si divide in più lingue e fa parlare ciascuno, un popolo è fatto profeta dal fuoco dell'Amore di Dio.
Egli fa i suoi angeli simili al vento, e i suoi ministri come fiamma di fuoco (Eb 1,7).

Li udiamo parlare nelle nostre lingue
Quel suono unico, quel fuoco che si è diviso e ha preso dimora in ciascuno ha dato la forza di parlare in lingue diverse diventa udibile nella diversità delle lingue. È il dono della xenolalia (xeno straniero, lalia parlare) che rivela l'universalità della testimonianza evangelica: riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra (At 1,8). Il lungo elenco di popolazione richiama la Tavola dei popoli di Genesi (cap. 10) e la Torre di Babele quando il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra (Gen 11,9). Nella Pentecoste la voce unica dello Spirito che ha colmato la casa e i discepoli rispettando la diversità della moltitudine riporta l'armonia del progetto originario di Dio dell'unità. La lingua dello Spirito è divenuta la lingua dei discepoli di Cristo fondamento della cattolicità della Chiesa: le barriere sono abbattute c'è una parola nuova, una capacità nuova di parlare e ascoltare, un linguaggio nuova fatto non solo di parole, ma anche di gesti, di comportamenti, di solidarietà, vicinanza, condivisione, accoglienza: non c'è più Giudeo né Greco, né schiavo né libero, né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù (Gal 3,28).
Pentecoste è festa per ogni Comunità in cui lo Spirito è lasciato agire, sostiene l'annuncio del vangelo, raggiunge gli increduli, i superstiziosi, gli indifferenti, gli sfiduciati: è la festa che può realizzarsi ogni giorno.

 

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