TESTO Commento su At 10, 34-35
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VI Domenica di Pasqua (Anno B) (10/05/2015)
Brano biblico: At 10,25-27.34-35.44-48

«9Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. 10Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. 11Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
12Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. 13Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. 14Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. 15Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. 16Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. 17Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».
«In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga».
At 10, 34-35
Come vivere questa Parola?
In questa domenica rileggiamo il bel capitolo 10 degli Atti e la conversione pastorale di Pietro.
Preoccupato di rimanere fedele a Gesù ma anche alla tradizione giudaica nella quale era cresciuto, Pietro fatica ad accettare che anche i non giudei possano essere soggetti della buona notizia che è Gesù stesso. Paolo sta già provocando fuori di Gerusalemme e si rivolge ai gentili, ai pagani, senza remore. Perché il cuore e la mente di Pietro si aprano completamente alla Buona Notizia, ci vuole un intervento diretto di Dio!
Nella sonnolenza del mezzogiorno una visione lo coinvolge: è solo un sogno? È una sorta di senso di colpa per il suo mettere paletti alla buona notizia? È davvero un modo divino di presentarsi e provocare l'intelligenza della realtà? Sta di fatto che la visione simbolica di una tovaglia che si abbassa e invita a cibarsi di animali impuri, spinge Pietro ad andare. Quel movimento gli permette di incontrare Cornelio e la sua famiglia: un pagano, un romano... in qualche modo un nemico. Eppure quell'incontro diventa lo spazio perché lo Spirito possa nuovamente scendere e santificare una nuova situazione e una famiglia pagana, la sua casa si trasformano in un nuovo cenacolo. La buona notizia è davvero per tutti. Tutti hanno la possibilità di accoglierla, di conoscerla, amarla. Tutti possono incontrare Gesù via, verità e vita e divenire suoi discepoli. Tutti possono amare come Gesù amò e in lui vivere, muoversi, esistere.
Signore, tu non fai differenza di persone. Fa' che anche tra noi non esistano discriminazioni, calcoli meschini per considerare chi è migliore e misurare chi è più vicino alla verità
La voce di un credente
Vieni, Signore, Spirito di unità, rinnova le nostre menti, rompi i nostri schemi culturali di contrapposizione, unifica le comunità cristiane, difendile dallo spirito di superbia, aiutaci a scegliere l'ultimo posto, brucia i nostri egoismi...
Padre G. Bregantini
Sr Silvia Biglietti FMA - silviabiglietti@libero.it