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TESTO Il comandamento nuovo

don Marco Pratesi   Il grano e la zizzania

V Domenica di Pasqua (Anno C) (09/05/2004)

Vangelo: Gv 13,31-33.34-35 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Gv 13,31-35

31Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. 32Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. 33Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire. 34Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. 35Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».

Siamo nel contesto dell'ultima cena. Gesù ha lavato i piedi agli apostoli, Giuda è appena uscito per realizzare il suo progetto, e Gesù pronunzia le parole che abbiamo ascoltato. Soffermiamoci in particolare sul "comandamento nuovo" dell'amore.

È un comandamento nuovo perché richiede un tipo di amore nuovo, inedito. Si tratta di "novità" in senso forte, di qualcosa che il mondo non può nemmeno concepire. Laddove c'è amore autentico c'è infatti una novità radicale rispetto al mondo, al punto che esso appare una stranezza, per non dire una pazzia, un'assurdità. Questo tipo di amore nuovo è talmente caratteristico di Gesù che è il segno inequivocabile della presenza del suo Spirito, la sua bandiera, la sua insegna. Questo tipo di amore nuovo è l'unico segno veramente assoluto della presenza del Signore e del suo Spirito. Neppure i miracoli lo sono, neppure la fede, né qualsiasi altra cosa.

Gesù dice "amatevi come io vi ho amati", amatevi con il mio amore. Come è il suo amore?

L'amore di Gesù è in primo luogo gratuito, non interessato, non mercenario.

È poi un amore effettivo, concreto, che si esprime in gesti, in parole, in vita; non irreale, non puramente velleitario.

Infine è un amore corretto, giusto, basato sulla verità, profondamente inserito nel progetto di Dio, quindi non scriteriato, non insensato.

In particolare, questo deve essere l'amore che unisce i discepoli tra loro. Questa è la testimonianza vera e forte del Signore tra noi. Senza questo ogni altro sforzo di evangelizzazione produrrà frutti scarsi. Non di rado dimentichiamo che la base essenziale della missione è la comunione, una comunione che è riflesso della comunione trinitaria.

Se ogni amore, di qualsiasi tipo, è vero amore nella misura in cui ha le caratteristiche dell'amore di Cristo, nella misura in cui è ispirato dal suo Spirito, ecco un esame di coscienza per tutti: come amo? Di che amore amo? Quando amo il coniuge, i figli, i genitori, gli amici, i poveri, etc... il mio amore ha in sé l'amore di Gesù?

E come vivo la comunione ecclesiale, soprattuto nel contesto concreto della mia comunità (parrocchiale), con queste persone concrete che sono per me fratelli e sorelle?

All'offertorio:

Pregate fratelli e sorelle perché questo sacrificio alimenti il nostro amore reciproco, e sia gradito a Dio Padre Onnipotente.
Al Padre Nostro:

Chiediamo al Padre che il suo Nome sia santificato, che l'amore del Padre sia testimoniato nel nostro amore:

 

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