TESTO Commento su Matteo 10,7-13
Paolo Curtaz Ti racconto la Parola
S. Barnaba (11/06/2012)
Vangelo: Mt 10,7-13

«7Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. 8Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. 9Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, 10né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
11In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. 12Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. 13Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi».
Averne di gente come Barnaba, nella Chiesa! Giuseppe è nato a Cipro e la sua conversione è concreta e tangibile: vende un campo e porta il ricavato ai piedi degli apostoli. Subito essi capiscono di che stoffa è fatto e la sua attività nella primitiva comunità cresce in importanza e riconoscimento. Giuseppe viene soprannominato "figlio dell'esortazione", Barnaba, appunto. È lui ad andare a stanare il neo-convertito Saulo, guardato con diffidenza e sospetto dagli altri, basta una sua parola affinché sia accolto pienamente nella comunità. È lui che viene inviato ad Antiochia per capire cosa fare nella delicata questione dei pagani diventati discepoli. E agisce con prontezza, riconoscendo i segni dello Spirito, passando il tempo ad incoraggiare. Ed è ancora lui che partirà con Paolo al seguito per portare il vangelo di Gesù alle persone sparse nel bacino del mediterraneo, prima agli ebrei e poi ai pagani. Ma vivere con Paolo non è facile: durante il secondo viaggio il focoso ed intransigente apostolo vuole rimandare a casa il giovane Marco che soffre di nostalgia. Barnaba, litigando con Paolo, lo prende con sé e lo porta a Cipro. Averne!