come
è fatto
*
una breve sintesi del testo evangelico della Messa feriale del
giorno, in cui si sottolinea il versetto o la prospettiva che
verrà sviluppata nella preghiera successiva
* un ritornello, che interiorizza il tema cuore di quella preghiera
* una "preghiera evangelica" ritmata a singole frasi
di pari estensione, in cui la vita vissuta si confronta con il
Vangelo di quel giorno.
come
è nato
Il testo che veniamo presentando non è nato
a tavolino.
E un fiore selvatico spuntato nella periferia di questa
città di Genova, in quartiere popoloso e popolare, oggi cimitero
di fabbriche, con un passato militante di lotte operaie quando
gli operai cerano ancora.
Ne è rimasto un ambiente anticlericale ma vivacemente attento
a tutto quello che il Vangelo può dire di vero e di bello attorno
allUomo.
Così ormai da sette anni in quella Parrocchia viene offerto un
foglietto quindicinale formato protocollo, scritto fittissimo
che lo legge proprio soltanto chi vuole.
Ripresenta il frutto degli incontri di svariati gruppi di famiglie
che tentano di leggere il Vangelo della Messa del giorno nelle
proprie case, ritrovandosi ogni quindici giorni per condividere
appunto il "Pane quotidiano" della Parola ascoltata
in famiglia.
Ho trovato questo foglietto "il Pane quotidiano" quando
sono arrivato in Diocesi a Genova, ho scoperto che gira assai
in svariate parrocchie, serve di traccia per gruppi parrocchiali
e familiari che si ritrovano appunto attorno al Vangelo.
Io stesso allora ho suggerito allestensore di queste paginette
di pensare a una pubblicazione che ne permettesse un più ampio
uso per più tante anime in ricerca.
a
chi si indirizza
* Non
si rivolge ai cristiani in pace!
Si rivolge soprattutto ai Lontani, ma forse è meglio dire
che vorrebbe parlare al cuore del "lontano" che è in
noi.
Dentro ogni credente infatti, insieme al dono della fede, abita
quella perplessità che si gusta un po come il sale nel pane
buono di casa.
Quella perplessità che rende seria ed esaltante la fede.
Quella perplessità che ci coglie quando, lungi dal cercare nellesperienza
religiosa un tranquillante per le nostre coscienze, ci domandiamo
in tutta onestà: "Ma cosa potrebbe dire questo Vangelo alla
gente che abita nel mio palazzo, al mio collega dufficio?".
Oppure: "Il mondo dice così e così" Invece il Vangelo...
allora sarà il caso di vivere il Vangelo come "stile alternativo"
di vita, come contestazione perenne, di me stesse anzitutto e
poi di questa società "sazia e disperata"!
* Parla
agli sfidati
Allora il Vangelo, e questa lettura del Vangelo si indirizza
alla estrema concretezza di chi sente il Vangelo sfidato dalle
provocazioni della società circostante, accoglie con serietà e
sportività queste sfide e ne trae la conclusione di un Cristianesimo
radicale evangelico davvero, gioioso ma severo e "controcorrente".
* e soprattutto
agli stupiti!
Proprio chi permette alla sua fede, uscita "al largo"
e "allo scoperto", fuori delle tiepide sacrestie, di
lasciarsi lascia interpellare dai venti e dalle sfide del mondo,
ecco che, se sopravvive credente, un grande stupore lo coglie
per il dono raro, prezioso e affascinante, della fede!
Ecco perché queste pagine vorrebbero rivolgersi a chi sente spuntare
nella terra buona della propria fede il fiore profumato dello
stupore, sbocciato oltre le aguzze spine del dubbio.
Cosa
non voglion essere queste pagine
non unesegesi
del testo biblico
Per questo esistono ben altri strumenti. Queste pagine sono
nate in mezzo alla gente, mettendo la loro vita e i loro problemi
concretissimi di ogni giorno a confronto con il Vangelo. E il
Popolo di Dio non è un esegeta. Talora coglie nella pagina evangelica
proprio il nocciolo di fede, talora invece "sfrutta"
il testo biblico soltanto come occasione per declinare il proprio
vissuto nellorizzonte della vita cristiana. Ma, ci si perdoni,
spesso anche i Padri della Chiesa hanno seguito questa pista,
salva la reverenza per il testo biblico.
non è
un commento completo al Vangelo
anche se, seguendo la ripartizione della liturgia eucaristica,
sfoglia praticamente tutto il Vangelo. La gente ha colto quello
che il Signore raccontava quella sera alla propria vita, soltanto
quella sera...
non è
un sussidio strettamente liturgico
La Liturgia domanda anche un certo "decoro". Qui
il "decoro" manca abbastanza: alcune preghiere trasudano
ancora il linguaggio forse eccessivamente "parlato"
della vita.
Il testo non può essere usato "tale e quale" nella liturgia
pubblica, ma si presta egregiamente come punto di partenza per
comporre una preghiera dei fedeli che non viva "per aria"
ma sappia invece scarnificare le nostre pigrizie: la preghiera
è un alibi senza conversione!
Da notare in particolare che "il Pane quotidiano" ricama
soltanto sui Vangeli feriali, proprio a sottolineare la "ferialità"
e la "familiarità" di questa esperienza, lasciando invece
i temi "festivi" e "solenni" alla celebrazione
domenicale parrocchiale. In settimana in famiglia, alla domenica
con la Famiglia di Dio!
lo
stile particolare
In effetti lo stile è marcatamente particolare.
Come?
* Anzitutto
il paradosso
Chi cercasse nella preghiera un modo per "uscirne"
più "tranquillo" dopo la preghiera, lasci perdere queste
pagine. La fede è davvero paradossale... basterebbe pensare un
attimo allIncarnazione! Anche se, purtroppo, noi ci siamo
abituati a confrontarci con l "amore folle"
di agostiniana memoria con la tranquillità di chi degusta un caffè
al bar della stazione aspettando un treno in ritardo! E il paradosso,
diceva il buon Chesterton, non è forse il sigillo dellortodossia?
* la moviola
sentimentale
Questa preghiera non vuol mai domandare a un "dio-befana"
che mi porta le cose, i regali, chissà da dove. Non è neppure
una preghiera che comporti di impegnarsi in questo o quel "buon
proposito" operativo. Vorrebbe andare alla radice dei gesti
attingendo i sentimenti del cuore: "...è dal cuore che nascono
i desideri malvagi, adulteri, omicidi... e luomo guarda
in volto, Dio guarda il cuore!".
Ogni singola preghiera tenta di "scorticare" le nostre
banalità passando in moviola le diverse colorazioni dei sentimenti
che abitano nel nostro cuore in quellatteggiamento pregato.
E in questo senso che la preghiera vorrebbe essere stimolo,
anzi, provocazione alla conversione.
* landamento
orante
Nel testo non troviamo quasi mai un "fa che...
noi impegnano a..." ma quasi sempre il dialogo si sviluppa
direttamente con la persona del Signore Gesù: "cuore a cuore
ti parlerò".
cosa
farne
Potrà essere utilizzato per il singolo cristiano
attento che vuole intravedere i passi del Signore nella vita quotidiana
e feriale della sua vita.
Potrà costituire una sorta di "precotto" per la preghiera
dei gruppi che troveranno un Vangelo già sminuzzato, ripentendo
ogni due invocazioni il ritornello, un po come per il salmo
responsoriale della Messa.
Potrà costituire uno spunto stimolante e provocatorio per la preghiera
dei fedeli nelle Messe feriali che voglio essere vissute un po
più seriamente!
E
un testo per CRISTIANI di FRONTIERA:
uno zaino per gli esploratori di questa "nuova evangelizzazione"
cui il Papa ci invita in vista del terzo millennio.
Auguriamo a queste paginette, già diffuse nella nostra Diocesi
di Genova, una più ampia "navigazione" per utilità di
tutti coloro che si trovano a veleggiare in zone "di frontiera".
+
Dionigi Tettamanzi, Arciv.